Gli antichi sistemi lagunari della costa tirrenica calabrese
In A.T.P. con capogruppo l’ing. A. P. D’Arrigo di Messina, sono in corso diversi progetti affidati da diverse Amministrazioni locali a seguito di partecipazione a diverse gare di progettazione sulle quali l'A.T.P. è risultata vincitrice.
Gizzeria marina
E'
stato studiato
il sistema geologico e geomorfologico dell’area
litoranea e subacquea a
nord di Capo Suvero presso Gizzeria marina in provincia di Catanzaro.
L’incarico era volto all’accertamento del fondale e della costituzione
geologica e di eventuali fenomenologie di erosione e ai fini di
un progetto di ripascimento del litorale.
Vibo Valentia
Un altro studio molto interessante dal punto di vista ambientale e di come si possa degradare un litorale a causa di interventi scoordinati è rappresentato dal sistema geologico e geomorfologico dell’area litoranea e subacquea fra Vibo marina e il torrente Bivona in provincia di Catanzaro.
L’incarico era volto all’accertamento del fondale, delle strutture, soprattutto antropiche che vi insistono, e della costituzione geologica e geomorflogica ai fini di risolvere le fenomenologie di erosione anche ai fini di un progetto di ripascimento del litorale.
Per comprendere meglio la morfologia è stata effettuata una modellazione DTM di una precedente batimetria e confrontata con il nuovo rilevamento di cui si espongono i risultati.
I tonni calabresi
In quest'occasione mi è capitato di visitare un allevamento di tonni al largo di Vibo Marina. Un paio di volte avevo visto i tonni nella tonnara di Favignana in occasione della mattanza, ma mai li avevo visti così tranquilli nel loro ambiente (quasi) naturale.
Guardia Piemomtese marina
Il
sistema costiero di Guardia Piemontese marina è stato generato dal sistema
fluviale e torrentizio che ha portato i materiali riferibili alle litologie di
genesi magmatica e metamorfica site a monte ad accumularsi a valle creando una
piccola piana alluvionale.
L’accumulo
è avvenuto nella antica baia costituita tra il piccolo promontorio costituito
dal Cozzo S. Iorio (332 m slm) appartenente
al gruppo del Cozzo del Greco (626 m slm) e il promontorio poco più a sud della
Serra del Fornaio (296 m slm).
Tali sedimenti sono stati accumulati in questa antica baia e progressivamente poi distribuiti verso sud nell’ambito della stessa conca e verso mare proprio dai moti di corrente mentre i moti ondosi hanno limitato l’accumulo entro una linea contigua in linea anche con le altre unità. Tale ipotesi è supportata anche dall’analisi della distesa libera e da altri studi eseguito sulla stessa unità fisiografica.
Dai
dati ricavati si può evincere che l’evoluzione del fondale, oltre alla
dinamica evolutiva temporale, il rilevamento ha evidenziato come vi sia una
dinamica erosiva spinta quasi ovunque dove non vi sono opere di protezione.
Infatti
il sistema è sotto una azione di erosione definibile
“frontale” da parte del moto ondoso che insiste su granulometrie generalmente
grossolane o molto grosse.
I
sedimenti prodotti dall’erosione
vengono rimossi e trasportati verso il largo e deposti secondo la taglia
granulometrica a distanze progressivamente maggiori ma comunque all’interno
del sistema sedimentologico,
in quanto non si ritiene che la correntometria generale costiera sia tale da
produrre grandi movimenti di materiale anche in ordine alla sua taglia
granulometrica .
La
capacità di classazione del sistema quindi è ipotizzabile che sia dovuta a
correnti sul fondo piuttosto che ad una correntometria
generale che pur esiste da nord ma che non esercita forti componenti di
trasporto se non sui materiali più fini.
L’ipotesi
degli accumuli sedimentari nell’ambito
dello stesso sistema si accorda bene
con l’osservazione dei profili subacquei che
indicano chiaramente tali zone di accumulo lungo la fascia batimetria intermedia
.