I terrazzi marini quaternari sommersi della costa ionica calabrese
In A.T.P. con capogruppo l’ing. A. P. D’Arrigo di Messina, sono in corso diversi progetti affidati da diverse Amministrazioni locali a seguito di partecipazione a diverse gare di progettazione sulle quali l'A.T.P. è risultata vincitrice.
In particolare riveste un carattere rilevante a livello scientifico, e non solo progettuale, lo studio in più punti dell'erosione costiera, ai fini di ripascimento litorale, delle unità fisiografiche comprese fra Punta Alice e Capo Trionto nel settore ionico settentrionale della Calabria. Infatti, dagli studi e rilievi efettuati, si ritiene che lungo la costa sia presente un sistema continuo di barre litorali che individuano un livello topograficamente più basso del sistema di terrazzi quaternari già studiati sulla terraferma.
Cirò Marina
E'
stato studiato
il sistema geologico e geomorfologico di superficie e subacqueo dell’area
antistante la C.da Cappellieri in comune di Cirò marina in provincia di Crotone.
L’incarico era volto all’accertamento delle cause di erosione del
litorale ai fini di
un progetto di eventuale ripascimento.
Lo
studio geologico eseguito ha evidenziato che trattasi di un antico sistema di
terrazzamenti marini su diversi livelli topografici ed in cui il livello
inferiore si trova attualmente sommerso come
testimoniato dalla barriera naturale soffolta costituita da conglomerati e sabbie.
Questa
barriera rigida, che presenta la sommità
generalmente a -3,00 mt e corre parallelamente al litorale, costituisce una
sorta di sbarramento parziale ai frangenti la cui zona si estende per oltre 600
ml dalla battigia.
Probabilmente in passato tale barriera, che mostra caratteri di continuità fino sul fiume Trionto, era emersa e con il tempo è stata progressivamente sommersa passando attraverso modalità definibili di laguna.
Successivamente,
con lo studio del litorale di Crucoli (vedi sotto) è stato accertato che la
sommersione inizio circa 6.000 anni fa.
Tale sistema in effetti, che si ritiene attualmente in progressivo smantellamento ed erosione a causa del regime meteo marino dell’area, ha eseguito una funzione di provvisoria protezione del litorale dal moto ondoso prevalente da E – NE.
Uno spianamento di questa barriera con conseguente livellamento del fondale, nelle attuali condizioni geomorfologiche dell’area, aprirebbe la strada ad una azione erosiva anche sul litorale che potrebbe portare in futuro ad una sua significativa riduzione. Interessanti infine gli apporti di materiale metamorfico provenienti dagli edifici alluvionali che incidono il territorio fino sull’altopiano silano.
Crosia
A Nord della costa ionica della Calabria, in contiguità con il litorale di Cirò e Crucoli, è stato anche studiato il sistema geologico e geomorfologico di superficie e subacqueo della zona sita ad est del torrente Trionto che con la sua foce costituisce l'omonimo capo presso Crosia in provincia di Cosenza. L’incarico era volto all’accertamento delle cause di erosione e ai fini di un progetto di eventuale ripascimento del litorale.
Da questo studio è emerso che il corso del fiume alla foce ha subito una migrazione verso ovest per cause geomorfologiche e l'edificio alluvionale del fiume Trionto ha ricoperto sia il livello sommerso di terrazzo marino quaternario che l'antico corso del fiume che aveva inciso il terrazzo stesso.
Il rilevamento ha consentito di riconoscere le antiche strutture geomorfologiche fra cui l'antica linea di riva e la spiaggia quaternaria la cui sommersione è iniziata circa 6.000 fa.
Crucoli
Quasi in contiguità con Cirò marina e a circa 20 km da Crosia si trova Crucoli. Anche qui è stato eseguito il rilevamento batimetrico e geologico subacqueo che ha fornito informazioni ancora più chiare sul sistema di terrazzi marini quaternari che interessano il settore ionico della Calabria e ha consentito anche di verificare la dinamica di sommersione del livello topograficamente inferiore consentedo anche la individuazione dell'antica spiaggia e la datazione dell'inizio della sua sommersione.
Viene esposta la batimetria eseguita ed il suo DTM dove sono evidenti i residui del terrazzo marino, le incisioni dei torrenti e l'antica spiaggia oggi sommersa. Inoltre è visibile la fossa di levigazione retrostante la barra soffolta naturale anch'essa lembo di un terrazzo ormai in fase di smantellameno ad opera del moto ondoso.